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Bellini – I Capuleti e i Montecchi, 2016/06/04
Pubblico entusiasta nel bel canto fortuna

La Giulietta di Uliana Alexyuk con la sua prima scena, con l’aria “Oh! Quante volte” ha il successo dell’opera, in un duetto con l’arpa,  Alexyuk riesce un disegno lirico e nostalgico ma senza peso. Alexyuk è anche nel il suo ruolo pienamente e canta con forza con splendida piani e suono accattivante:  la sua voce esprime purezza, fragilità e innocenza. I duetti –  sensazionale, fusione intima di distanza, nella scena della morte è stato ieri silenzioso come un topo in mezzo al pubblico. Per le due attrici, sono stati meritati molte “BRAVA.”

Anche senza un cast di star, tuttavia, il Bolshoi ha assemblato un cast degno, per lo più dal complesso di solisti della compagnia, che insieme erano più convincente che la messa in scena formale di Pizzi. Uliana Alexyuk ha messo la sua voce brillante con tanti trilli a buon uso come la sonnambula Amina. Nata a Kiev, la soprano aveva una coloratura fluente ed espressivo, e un attraente pianissimo. … è stato un ritratto molto sofisticato e sensibile.

-A.J. Goldmann
http://www.operanews.com/Opera_News_Magazine/2015/9/Reviews/MOSCOW__La_Sonnambula.html

carmenUliana Alexyuk continues to impress. Her Frasquita brought forth the soaring, consistent vocal production and acting skills that were first seen in her star turn as Gilda in this season’s Rigoletto.

Read more here: http://www.concertonet.com/scripts/review.php?ID_review=9807

Carmen, Houston Grand Opera, Carolyn Sproule and Uliana Alexyuk.

Carmen, Houston Grand Opera, Carolyn Sproule and Uliana Alexyuk.


Likewise, Uliana Alexyuk is appearing in her fifth HGO production this season, and skillfully showcases her ability to hit soprano notes in the stratosphere as Carmen’s friend Frasquita. She is one HGO Studio Artist that will hopefully be gracing Houston stages many more times in the coming years.

Read more here: http://www.broadwayworld.com/bwwopera/article/BWW-Reviews-Houston-Grand-Operas-CARMEN-is-Sultry-and-Opulent-20140427

Theater Jones – Chamber music concert

“The quartet was joined by soprano Uliana Alexyuk who made quite an impression as a last minute replacement Gilda in Houston Opera’s production of Rigoletto in January. She negotiated the role’s difficulties with ease and her more lyric voice smoothed out the piping that pepper the performances of many lighter-voiced coloraturas. My review is here. She was every bit as impressive in her selections with the St. Petersburg, in graceful adaptations by Aleksey Aronov. From Glinka’s groundbreaking opera, Ruslan and Ludmila, she sang Ludmila’s aria “Ah ty, dolya-dolushka.” Next came three songs by Rachmaninoff: “Margaritki,” “Daisies” and the best known of the bunch, “Ne poi, krasavitsa, pri mne.” She closed with Alyabiev’s “The Nightingale.” In all of these selections, she spun out a silken vocal thread that ran through every note and connected all of the phrases internally as well as with each other. The Russian diction, which is not as favorable to such legato singing (as say, Italian), did not give her the slightest pause. Admittedly, this is her language, but that alone cannot explain the legato core at the center of her voice. No, that is pure technical mastery combined with a stunning natural gift. It is like a moving stream into which she launches note after note and phrase after phase. This is not to imply that she lacks power or the ability to dramatically drive the voice when that is required. But even here, it is the connecting line that separates her from other singers.”

-Gregory Sullivan Isaacs

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Theater Jones Review – Rigoletto

“Nella prima parte dell’opera, indietro quando lei era ancora in vita, la Gilda creata da Uliana Alexyuk è vocalmente straordinaria. Era una sostituzione dell’ultimo minuto, presa in prestito dal cast di The Passenger, il che significa che ha cantato diversi spettacoli nei giorni adiacenti. Considerate le sfide di cantare ruoli diametralmente opposti in due opere che non potrebbero essere più diversi. Ma Gilda è una misura perfetta in questa fase della sua carriera (e forse sempre). I voli di coloratura che Verdi scrisse per il ruolo sono cantate come brividi di euforia del primo amore, piuttosto che cadenze per vantarsi. Canta il ruolo così facilmente, e in modo così naturale, che è facile dimenticare tutto delle sue difficoltà.”

-Gregory Sullivan Isaacs

http://www.theaterjones.com/ntx/reviews/20140130140055/2014-01-30/Houston-Grand-Opera/Rigoletto

Houston Chronicle Review – RIGOLETTO

“Soprano Uliana Alexyuk catturava la dolcezza, ardore e vulnerabilità di Gilda con le mutevoli sfumature della sua voce – di seta, vibrante, ovattata. Alexyuk, un membro della Houston Grand Opera Studio, entrò nel ruolo tardi nelle prove, in sostituzione di Elizabeth Zhdanoff; tuttavia, essa ha raccordata al resto del cast.”

-Stephen Brown, Houston Chronicle

http://www.houstonchronicle.com/entertainment/arts-theater/article/HGO-s-Rigoletto-captures-tale-of-lust-and-5182834.php#/3

Houston Press Review – Rigoletto

“Alexyuk, acutamente affascinante come la condannata Ivette in The Passenger, ha una voce come il vetro: trasparente e cristallina. Si attraversa l’orchestra e riesce ancora a correre su e giù per le scale con agilità e spaventosa chiarezza. il suo famoso cavallo di battaglia di coloratura, Caro nome è la sua apoteosi al primo amore, una canzone stordito dal suo giovane cuore.”

– D.L. Grover

http://blogs.houstonpress.com/artattack/2014/01/rigoletto_at_hgo_has_promising.php

Concertonet Review – Rigoletto

“Uliana Alexyuk, rimpiazzando un indisposta Elizabeth Zharoff, conquistò la complessità vocale e drammatica di Gilda. Già impressionante nel piccolo ruolo di Ivette nel The Passengerdi di Weinberg nello stesso periodo, la facile coloratura di Alexyuk e la presenza scenica imponente l’ha concesso permesso di dare pieno volo. Se i suoi primi passi hanno evidenziato un minimo accenno di nervi, la prestazione squisita di “Caro nome”, accolta con entusiasmo dal pubblico, l’ha permesso di fiorire nel secondo e terzo atto. Infatti i suoi fremiti vocali e le esitazioni alla porta della locanda di Sparafucile erano agghiacciante.”

-Marcus Karl Maroney

http://www.concertonet.com/scripts/review.php?ID_review=9610